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ArundOMax

Cenni Storici su Arundo Donax

L’uso di Arundo donax in Italia ha una lunga tradizione che affonda le radici nell’antichità. Da sempre questa pianta ha rappresentato una risorsa versatile grazie alla sua abbondanza, resistenza e facilità di lavorazione. È stata utilizzata in numerosi settori, tra cui edilizia, agricoltura, artigianato e produzione industriale.

Originaria delle regioni mediterranee (è stata introdotta dal Mediterraneo in Nord America nel XIX secolo come materiale per la costruzione di tetti e come agente di controllo dell’erosione nei canali di drenaggio)  questa specie è stata tradizionalmente utilizzata per vari scopi artigianali grazie alla sua fibra robusta e per la realizzazione di strumenti musicali.

I fusti, duri, resistenti, flessibili, venivano utilizzati per supporti, stuoie, coperture nelle abitazioni, per la fabbricazione di canne da pesca, di bastoni da passeggio, come tutori per piante rampicanti e vegetali ecc..

Per la sua flessibilità Arundo donax era considerata un ottimo materiale per il confezionamento di strumenti musicali a fiato (flauti e le launeddas) ed ancora oggi con essa si fabbricano anche strumenti  come oboe, fagotto, clarinetto e sassofono.

L’uso della canna comune come materiale da costruzione deriva dalla vasta presenza di queste piante in territori umidi. Ciò ha spinto la popolazione locale ad impiegarle per realizzare le proprie abitazioni.

ArundOMax rappresenta, quindi, un ritorno a una pianta che ha avuto un’importanza culturale nel nostro territorio, contribuendo al mantenimento di pratiche storiche locali.