Quanto è resistente il Bambù?

SI ABBASSANO LE TEMPERATURE.. MA QUANTO E’ RESISTENTE IL BAMBÙ?

Il bambù è una graminacea che tollera bene le basse temperature. Questa proprietà è evidenziata dal fatto che, in corrispondenza dei mesi più freddi, la pianta attraversa sostanzialmente una fase di stasi vegetativa.

Salvo per piantumazioni troppo tardive (a seconda della varie regioni)o nel caso di gelate tardive primaverili, la pianta non subisce alcun danno dovuto alle basse temperature.

Ovviamente, nel processo di crescita e sviluppo della pianta, i primi due anni sono quelli in cui essa potrebbe essere più vulnerabile, manifestando soprattutto nella parte aerea qualche bruciatura nelle foglie dovuta alle basse temperature. Tutto ciò però non si manifesta in un blocco per la pianta in quanto con la successiva primavera rinnoverà completamente tutto il suo apparato aereo, ritornando a splendere


Il Bambù Gigante non teme i cambiamenti climatici

STANCO DEI DANNI ALL’AGRICOLTURA CAUSATI DAI FENOMENI CLIMATICI?

Secondo una recente analisi riguardante gli eventi alluvionali avvenuti in Europa dal 1500 ad oggi emerge un dato che fa pensare, infatti questo ultimo 30ennio è stato uno dei periodi con inondazioni più frequenti e disastrose che hanno causato danni irreversibili e ingenti perdite economiche.

Ma cosa sta succedendo al nostro Pianeta, il clima è forse impazzito? Molto probabilmente Si, basta infatti guardarsi attorno per capire che è avvenuto un radicale cambiamento. Molti scettici sostengono che periodi di inondazioni e siccità ci sono sempre stati, così come temperature estreme e ondate di caldo, ma secondo la maggior parte degli scienziati questi eventi metereologici estremi sono sempre più frequenti e di maggiore intensità.

Anche il Belpaese è stato spesso vittima di questi eventi catastrofici e l’agricoltura è stata messa in ginocchio in diverse parti d’Italia, ma questo ha portato ad una più attenta ricerca di coltivazioni forti e resistenti. Tra  queste è emersa, grazie alle sue caratteristiche, quella del Bambù!

Il Bambù è infatti una delle poche colture che non teme gli eventi atmosferici, ma vediamo il perché:

  • È una coltura ecologica a basso impatto ambientale,
  • Non richiede costosi ed inquinanti trattamenti per la sua gestione,
  • È un polmone verde, cattura enormi quantità di CO2 in cambio restituisce aria pulita,
  • È una pianta rustica in grado di resistere ai fenomeni atmosferici più insidiosi,
  • Grazie alla sua fitta chioma e al suo apparato radicale riesce a favorire la penetrazione dell’acqua nel terreno evitando così che si amplifichino i fenomeni di dissesto idrogeologico


Il bambù inizia la stasi vegetativa

HAI FATTO BENE I COMPITI?
Ottobre, inizia l’autunno e le piante di bambù gigante stanno entrando nella loro fase di stasi vegetativa della parte aerea.

Se ad oggi noti un’emergenza di nuovi germogli non preoccuparti, vuol dire che le piante godono di ottima salute! Quelli che noti non sono dei veri e propri germogli bensì parti apicali di rizoma che si sono differenziate producendo nuove foglie.

Da adesso in avanti se hai “fatto bene i compiti” non dovrai fare altro che aspettare la prossima primavera.

Ti ricordiamo che sei ancora in tempo per programmare eventuali interventi agronomici quali concimazioni, pulizia delle erbacce e ultime irrigazioni.

Se hai qualche dubbio o necessiti di un chiarimento ricordati di contattare il nostro servizio di assistenza.


Giornata Mondiale del Bambù

Il 18 settembre è la Giornata mondiale del bambù!

La Giornata mondiale del bambù o World Bamboo Day nasce nel 2009 per aumentare la consapevolezza del bambù a livello globale e i vari temi che riguardano questa straordinaria pianta come:

  • l’alimentazione;
  • la sostenibilità;
  • il tessile;
  • la produzione di energia pulita tramite la biomassa;
  • la riforestazione;
  • la capacità di assorbire grandi quantità di CO2 trasformandola in ossigeno,
  • l’utilizzo per la riqualifica di terreni degradati;
  • il settore agroindustriale;
  • la produzione di materie rinnovabili (canne e culmi) e molti altri..

Oggi il bambù è cibo, carburante, fibra, legname, alleato contro l’inquinamento, opportunità, habitat, ed è veramente green!

“Il Bambù per il pianeta”

Noi, partecipanti al 10° Congresso Mondiale sul Bambù, invitiamo tutti i capi di governo di tutti i paesi del nostro pianeta a riconoscere il contributo essenziale del bambù nella lotta contro il cambiamento climatico.

Noi testimoniamo che il bambù è una delle migliori soluzioni contro la CO2 , che è in grado di ripristinare e proteggere le terre dall’erosione e dal degrado, che il bambù è in grado di produrre materiale in fibra legnosa di alta qualità da una risorsa rapidamente rinnovabili, e che il bambù può essere definito eco-sostenibile riuscendo a fornire le entrate economiche anche alle popolazioni in stato di bisogno.

Esortiamo i governi a lanciare politiche innovative per stimolare il multi-uso del bambù nei settori: bio-energia, edilizia, medicina, trasporti, agro-forestale, nutrizione, e altre applicazioni innovative.

Esortiamo i governi a sostenere la ricerca, lo scambio di conoscenze migliorando la comunicazione sullo sviluppo del bambù per il bene di tutta l’umanità… 

                                                                                                 Congresso Mondiale sul Bambù – Sud Korea il 21 settembre 2015

 

E così è stato, il 18 settembre si celebra il bambù come un grande «eroe» dei nostri tempi!


Il Pellet di Bambù

IL PELLET DI BAMBÙ – AL VIA I PRIMI TEST:

Energia e Mangimi

Il consorzio bambù Italia ha avviato i primi test per caratterizzare il pellet derivante dal bambù.

Il pellet può essere definito come “materiale addensato”, generalmente in forma cilindrica, di lunghezza casuale tra 5 mm e 30 mm, che si ottiene mediante la pressatura della biomassa prodotta dalle varie colture.

Come per altre coltivazioni, anche la biomassa derivante dalla raccolta del bambù può essere utilizzata per produrre pellet da destinare a differenti filiere.

I primi test effettuati riguardano l’utilizzo energetico, è infatti noto l’elevato potere calorifico del pellet di bambù e la sua caratteristica di produrre poca cenere. Risulta però altrettanto interessante anche sotto forma di mangime pellettato, ultima novità della filiera della mangimistica animale grazie all‘elevato contenuto di fibra digeribile che possiede.

Aumentano così le destinazioni commerciali di questa fantastica coltivazione, estremamente produttiva, che sarà in grado di rifornire importanti filiere agroindustriali.


Legno di Bambù per Parquet

CRESCE LA RICHIESTA DI LEGNO DI BAMBÙ PER PARQUET

In Italia stanno sorgendo numerose aziende che realizzano e rivendono parquet in bambù.

Architetti come Renzo Piano sostengono che il pavimento in legno rappresenta la soluzione migliore per gli spazi abitativi e lavorativi.

Purtroppo la necessaria richiesta di essenze per realizzare parquet ha portato ad ampie fasce di deforestazione e di esaurimento di risorse boschive. Il pavimento in bambù rappresenta una valida alternativa eco-sostenibile alle tradizionali finiture.

BAMBÙ ECOSOSTENIBILE

Il bambù è una graminacea resistente che cresce in ogni tipo di terreno. È una specie rustica e non richiede concimazioni né trattamenti antiparassitari. Accanto a queste ridotte esigenze di coltivazione il bambù offre una rapidità di crescita unica.  Il germoglio destinato a diventare canna da legno può crescere al ritmo di quasi 1 metro al giorno. Nel giro di qualche anno lignifica ottenendo un culmo (nome con cui si indicano le canne) da tagliare e destinare alla produzione.

PARQUET IN BAMBÙ: TIPOLOGIE

Grazie ad aziende sempre più specializzate, oggi i parquet in bambù si presentano in tantissime finiture: dal più rustico al più raffinato. Si deve dimenticare l’aspetto grezzo e orientaleggiante dei primi pavimenti, per immaginare favolosi design che vanno incontro alle più disparate esigenze di arredamento e d’uso. Inoltre le particolari caratteristiche bio-meccaniche del legno di bambù, lo rendono particolarmente resistente all’umidità e alle forti sollecitazioni. Si trovano doghe che possono essere usate negli spazi esterni o nei bagni, così come pavimentazioni adatti a uffici e attività commerciali.

BAMBÙ: COLTIVARE IL FUTURO

L’attenzione alla sostenibilità, alla qualità e al prezzo sta guidando sempre più le scelte dei consumatori. Pensare a realizzare bambuseti da legname è sicuramente un modo per venire incontro a queste esigenze e produrre prodotti che stanno ricevendo un consenso crescente.
Per rispondere a questo trend, molte aziende stanno cominciando a realizzare linee di parquet in bambù o, addirittura, sono nate intorno a un’offerta esclusiva.

Sarebbe interessante proporre sul mercato italiano ed europeo parquet in bambù nazionale, con un valore aggiunto più alto e peculiare.

E tu vuoi crescere e coltivare per l’economia del futuro?

 


Il lusso del Bambù

Lusso e bambù a braccetto negli yacht e resort più prestigiosi.
Elegante, con uno stile inconfondibile, il Bambù è perfetto per dare un tocco originale e raffinato agli ambienti in cui viene inserito!

Il bambù è un materiale eco-sostenibile e resistente e a dir poco sorprendente: leggero ma dotato di grande resistenza, è entrato a pieno titolo tra i materiali più apprezzati in ambito architettonico.

Si è guadagnato il soprannome di “acciaio vegetale” ed è forte e resistente, ma anche leggero e flessibile.

Il Bambù è sempre più utilizzato per la realizzazione di pavimentazioni splendide per interni ed esterni che uniscono bellezza e funzionalità. La sua innata eleganza lo rende perfetto anche nell’arredamento di yacht di lusso e resort dove i due aspetti fondamentali del successo sono appunto funzionalità e stile.

Questo legno è infatti robusto e il suo utilizzo è consigliato in ambienti molto umidi come quello nautico, inoltre L’aspetto lussuoso del bambù aggiunge quel tocco finale in più all’arredamento.

Molto interessanti sono anche la capacità Fonoassorbente e quella ignifuga del Bambù che lo portano ai primi posti nella classifica dei migliori materiali presenti ad oggi sul mercato.

Il Bambù è completamente biodegradabile e ha una capacità di crescita davvero incredibile(tra i 60 e i 100 cm al giorno) che lo rende molto interessante per il mercato. Rispetto al legno classico il bambù è decisamente più ecologico e rinnovabile e la sua coltivazione non prevede l’utilizzo di nessun tipo di fitosanitari e agrofarmaci.


Filato di bambù

Conosci le caratteristiche del filato di Bambù?

I tessuti realizzati con il bambù si ottengono dalla frantumazione delle parti legnose della pianta ad opera di enzimi naturali, che consentono successivamente di “pettinare” e di creare la fibra. Si ricava una cellulosa che filata diventa viscosa di bambù.

Il processo di trasformazione del bambù avviene quindi attraverso un processo di lavorazione simile a quello utilizzato per gran parte delle fibre naturali vegetali come la canapa o il lino.

La coltivazione del bambù non necessita di fertilizzanti chimici e migliora i terreni su cui viene effettuata. La pianta è inoltre totalmente biodegradabile; per tutti questi fattori, la coltivazione del bambù è altamente sostenibile.

Il bambù possiede una caratteristica particolare ed unica, data dalla presenza di un agente antibatterico e antifungino chiamato “Bamboo Kun”, autoprodotto naturalmente dalla pianta. Questo agente mantiene inalterate le sue caratteristiche anche dopo la trasformazione del bambù in fibra tessile e dopo numerosi lavaggi. I capi realizzati sono ipoallergenici e igienici, viene bloccata la proliferazione dei batteri che causano cattivi odori, e rimangono a lungo freschi e profumati.

La caratteristiche principali del filato in bambù sono:

  • la capacità di trattenere il calore in inverno e il fresco in estate;
  • la capacità assorbente: assorbe molto bene l’umidità e la lascia evaporare velocemente;
  • la capacità di protezione: garantisce uno schermo totale dai raggi UV;
  • il filato è morbido e setoso;
  • Il filato è naturalmente antimicrobico e ipoallergenico.

È importante sottolineare che i tessuti realizzati in bambù sono totalmente biodegradabili e che, una volta dissolti nell’ambiente, non rilasciano alcun residuo inquinante.


No-Pesticidi

Lo sapevi che il Bambù non richiede pesticidi?!

Lo sapevi che per coltivare il Bambù Gigante non sono necessari prodotti fitosanitari? No? Te lo spieghiamo noi!

Il Bambù gigante grazie alle sue naturali proprietà antimicotiche e antibatteriche, non viene attaccato da particolari malattie che ne possono condizionare negativamente lo sviluppo. Durante i vari periodi dell’anno quindi non sono in alcun modo necessari interventi con pesticidi e/o erbicidi.

Per questi motivi coltivare Bambù Gigante produce due effetti positivi: un importante risparmio economico e ancor di più un importante aiuto a livello ambientale.

Coltivare Bambù Gigante fa bene a te e all’ambiente.


Il bambù contro la C02

Il Bambù, un valido alleato nella lotta alla CO2

In un momento in cui le grandi città sono soffocate dallo smog si è sempre più attivi nella ricerca di soluzioni atte a tamponare e diminuire l’emergenza della concentrazione di anidride carbonica (CO2) e delle polveri sottili prodotte.

Sempre più si sta affermando l’idea che, i vari provvedimenti attuati fin ora tra cui limitazione del transito delle autovetture, targhe alterne e provvedimenti analoghi, siano ormai non sufficienti e che vadano integrati con operazioni strutturali favorendo la diffusione del verde pubblico e privato.

Il bambù è una pianta che per le sue caratteristiche botaniche e morfologiche, si presta bene anche per questo utilizzo sul territorio sia nelle aree extraurbane che in quelle antropizzate per creare veri e propri polmoni di ossigeno in quanto abbatte l’inquinamento atmosferico e le polveri sottili.

Un ettaro di bambù gigante, infatti, riesce ad assorbire 17 tonnellate di anidride carbonica in un anno. Le piante di bambù gigante assorbono circa 5 volte la quantità di biossido di carbonio e producono circa il 35% in più di ossigeno, a parità di proporzioni, rispetto ad una foresta di alberi, riducendo quindi i gas responsabili dell’effetto serra.
Pertanto risulta molto importante per affrontare alcuni degli effetti del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Valore di CO2 calcolato al 50% della produzione di biomassa che può variare da 20 ton. per ettaro per anno fino a 60 ton. per anno nel caso di alcune specie .