Il Bambù, futuro nell'edilizia

Con cosa costruiremo le case del futuro?

 

Si parla di abitazioni NZEB, a impatto 0, senza utilizzo di gas e chi più ne ha, più ne metta!

Qualsiasi sia la tecnologia costruttiva, i mattoni resterenno, anzi si evolveranno.

 

Questa è la direzione che con anticipo sta percorrendo una grande multinazionale francese, che ha condotto un primo test con il nostro Bambù OnlyMoso! I risultati sono stati così soddisfacenti che con grande entusiasmo hanno richiesto ulteriore materiale per proseguire e concludere questi sviluppi.

 

 

 

Perché è così interessante il bambù per il mondo dei biomattoni?

  1. ottime caratteristiche meccaniche,
  2. buon comportamento termico,
  3. lavorabilità,
  4. assorbimento di CO2 con conseguente stoccaggio di carbonio essendo usati per impiego strutturale e rinnovabilità della coltivazione, che garantisce forniture annue.

Si aggiunge così un'altra freccia per aprire la breccia del mercato !

La nostra azienda è costantemente impegnata nel seguire fasi di sviluppo con grandi Gruppi Industriali Europei che stanno identificando sempre più nel Bambù la risorsa del futuro.


Il Bambù Gigante contro i disastri ambientali

Il Bambù contro i disastri ambientali

Dalla fine dell‘800, anno in cui è arrivato in Europa ed Italia, il Bambù è stato utilizzato e conosciuto solo come pianta ornamentale, pur avendo in realtà molteplici funzioni.

Tra queste, vogliamo concentrarci sugli aspetti legati ai disastri ambientali;

Nei paragrafi seguenti in maniera dettagliata analizzeremo le principali caratteristiche ascrivibili al bambù e alla sua azione miglioratrice.

Le nostre analisi prenderanno in considerazione la tipologia di Bambù coltivata nel nostro vivavio: Il Bambù Gigante Onlymoso®.

Tra le sue prerogative abbiamo:

 

 1- ADATTABILITÀ E RUSTICITA

 Il Bambù Gigante Onlymoso® è una graminacea rustica e facilmente adattabile alla stragrande maggioranza dei suoli e climi Italiani.

Questa caratteristica è ancor più esplicata grazie alla sua capacità di colonizzare in breve tempo il terreno sul quale viene piantumato. La pianta emette dei rizomi (simili a radici ma con comportamenti del tutto differenti) in grado di allargarsi ben oltre l’area di piantumazione.

Come riportato prima si adatta senza difficoltà a tutti i tipi di terreni, gradisce particolarmente quelli ben arieggiati e con pH compreso tra 5,5 e 7,8 purché non siano terreni eccessivamente salini o con situazioni di ristagno idrico superficiale prolungato.

 

2- RESISTENZA AGLI INCENDI

Il bambù gigante possiede un’altra grande importantissima caratteristica, quella di essere una pianta altamente resistente agli incendi.

In uno stato di pieno vigore vegetativo infatti è veramente difficile che bruci facilmente anche se la sua parte aerea dovesse prendere fuoco.

Il suo carattere rizomatoso gli garantisce la capacità di rigenerare comunque canne nuove ogni anno. Infatti, il bambù ha un’ottima resistenza al fuoco grazie all’acido di silicio contenuto nella corteccia esterna, che contribuisce a ritardarne la combustione. Il tempo di innesco della combustione è molto più lungo di quello del legno e produce fiamme soltanto ad elevatissime temperature. Inoltre, i diaframmi presenti all’interno del culmo costituiscono una barriera tagliafuoco.

 

3- BARRIERA FRANGIVENTO – FONOASSORBENTE - FILTRANTE

Il bambù può essere impiegato come efficace barriera frangivento.

Lo scopo principale di un frangivento è di indebolire o rompere la forza del vento e fornire riparo e protezione a qualsiasi cosa ci sia dietro.

Attuare un’efficace azione contenitiva nei confronti di fenomeni ventosi, risulta avere un’importanza notevole al fine di migliorare e modificare particolari microclimi, oltre a risolvere alcune situazioni che potrebbero altrimenti creare intralcio alle varie attività antropiche.

Il bambù si sposa perfettamente con le principali caratteristiche necessarie affinché la pianta possa essere impiegata come frangivento:

  1. è sempreverde, in modo da esercitare la sua protezione anche nei mesi invernali;
  2. è a rapida crescita, per garantire una veloce copertura del suolo;
  3. è rustico, facilmente adattabile e resistente ai vari stress ambientali;
  4. ha apparato radicale robusto e ben sviluppato per evitare che il vento possa danneggiare e/o sradicare la parte aerea.

La prima piantagione di bambù al CAB Fusignano

La prima piantagione di bambù al CAB Fusignano.

Venerdì 1 Ottobre Abbiamo inaugurato la prima piantagione di bambù del CAB(cooperativa braccianti agricoli) di Fusignano ad Alfonsine.

Che il Bambù rappresenti la nuova grande opportunità per l’agricoltura oggi è un fatto ormai accertato, vista la grande diffusione che ha avuto negli ultimi anni.

Dal 2014, anno di fondazione del Consorzio Bambù Italia e di avvio del Progetto OnlyMoso, oggi sono già oltre 2000 gli ettari piantati in tutt’Italia.

Il Bambù rappresenta una materia prima perfettamente in linea con le esigenze dell’attuale società, sempre più rivolta verso un’alimentazione sana e l’uso di prodotti ecologici, derivati da coltivazioni rinnovabili e questo permette l’ingresso in ampi mercati di destinazione.

Alla Cab di Fusignano la prima piantagione di bambù

La grande novità del bambù riguarda l’utilizzo del cippato per la produzione di biomasse, quindi energia.

Questa nuova forma ha oggi trovato una reale applicazione grazie al contratto di fornitura firmato con la Powercrop, importante industria agro-energetica del ravennate, che per soddisfare le esigenze della propria centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica rinnovabile, necessita di circa 250.000 tonnellate all’anno di cippato

Per scoprite il progetto Powercrop vai su consorziobambuitalia.it/biomassa-di-bambu/

Cab Fusignano è una delle prime realtà di territorio ad aver avviato una piantagione di bambù, per un totale di 5 ettari, con questo scopo, anche loro convinti che questo nuovo utilizzo del bambù possa garantire degli enormi benefici agricoli ed ambientali.

Perché grazie all’accordo con Powercrop, questa coltura può assicurare rendite elevate e sicure agli agricoltori? الدوري السعودي النسائي

  • il prezzo di ritiro garantito la raccolta meccanizzata
  • la durata centenaria della produzione
  • possibilità di ottenere un contributo di piantumazione fino all’80%,


Il Diradamento

Il Diradamento della piantagione di Bambù

La piantagione di bambù gigante Onlymoso® necessita, come qualsiasi altra coltivazione da reddito, di opportune operazioni agronomiche.
È quindi fortemente consigliato un diradamento tecnico mirato all’ottenimento di  migliori e maggiori quantità di prodotto.

Lo scopo del diradamento è quello di garantire una migliore gestione e produttività dell’impianto, mantenendo il bambuseto in ottimo stato.

Le piante di bambù gigante Onlymoso® Moso sono caratterizzate da un apparato radicale leptomorfo che si sviluppa in tutte le direzioni grazie a forti rizomi in grado di colonizzare ampie porzioni di terreno. Dai rizomi si formeranno gli abbozzi dei germogli che emergeranno successivamente in primavera. Il germoglio crescendo, diventerà canna che andrà a costituire la parte “aerea” della piantagione.

La crescita delle canne verrà lasciata intatta per i primi 2-3 anni fino a quando, l’impianto avrà uno sviluppo tale che consentirà di procedere con il primo diradamento.

Il primo diradamento sarà effettuato in base allo sviluppo dell’impianto, così si andrà a definire il migliore intervento. Sostanzialmente possiamo racchiudere le tipologie di diradamento in due casistiche:

1.    IMPIANTO OMOGENEAMENTE SVILUPPATO CON PRESENZA TOTALE DI CANNE ANCHE NELL’INTERFILA (MURO VERDE);

In questa situazione è possibile intervenire in due modi:

  • Taglio selettivo, su tutta la superficie del bambuseto, di tutte le canne secche, piccole e/o troppo vicine. In linea generale eliminare tutte le canne più piccole di 2 cm di diametro, mantenendo una densità di 5-7 canne/m2. Il taglio potrà essere effettuato attraverso l’ausilio di strumenti quali: decespugliatore con disco, cesoie, troncarami, motosega, ecc… jackpot city
  • Impostazione dell’impianto a “filare”: realizzando corridoi di passaggio nei quali dovranno essere tagliate indistintamente tutte le canne (grandi, piccole, vecchie o nuove che siano).

2.    IMPIANTO OMOGENEAMENTE BEN SVILUPPATO MA CON MAGGIORE PRESENZA E COLONIZZAZIONE DEL FILARE DI PIANTUMAZIONE;

  • In questa situazione, a differenza della precedente, si ha già naturalmente una predisposizione dell’impianto a filari quindi sarà necessario solamente un diradamento puntuale sulle file seguendo sempre le medesime indicazioni riportate precedentemente.
    Dovranno essere asportate tutte le canne secche, piccole e troppo vicine. In linea generale dovranno essere tagliate tutte le canne inferiori ai 2 cm di diametro tenendo una densità massima di 5-7 canne/m2.

Per eventuali chiarimenti di natura tecnica Tel: 0721 1630113 9.00-13.00 / 14.00-16.30
e-mail: assistenza@onlymoso.it


Stop alla plastica monouso Via alle Bioplastiche

stop alla plastica, via libera alle bioplastiche

Dal 3 luglio 2021 Stop alla plastica monouso!

Il Bambù spicca tra i materiali naturali e organici che andranno a sostituire i polimeri chimici messi al bando.

Da questo 3 luglio appena passato la plastica monouso è stata bandita per via del suo alto tasso inquinante. Con questa direttiva infatti l’Europa dichiara guerra aperta all’inquinamento dovuto per la maggior parte alla dispersione nell’ambiente di oggetti di plastica usa e getta che sta devastando mari e oceani.

Secondo le ultime stime, i rifiuti riconducibili a plastiche monouso sono un terzo dei rifiuti globali. Siamo infatti da tempo abituati a vedere enormi “isole” di plastica galleggianti negli oceani, senza tralasciare la quantità di plastica che si incontra anche solo facendo un bagno in mare o passeggiando sulla spiaggia. Queste plastiche spezzettandosi creano micro particelle indelebili che riescono a entrare in tutti gli organismi viventi, compreso il nostro.

Al Bando quindi la plastica Monouso!

Con la nuova direttiva europea si vuole ridurre la produzione ed anche il consumo degli oggetti monouso, che vengono utilizzati nel nostro quotidiano. In Europa questi utensili rappresentano circa il 40% della produzione e il 61% di tutti i rifiuti in plastica.

A peggiorare le cose l’emergenza sanitaria in atto con i vari lockdown ha fatto registrare un notevole aumento nei consumi di packaging, infatti Secondo quanto emerso da uno studio condotto Nielsen, nell’anno 2020 le confezioni vendute ammonterebbero a 1,5 miliardi di pezzi e in Italia, degli oltre 2 milioni di tonnellate che vengono prodotte, solo 500 vengono riciclate.

Ma vediamo quali prodotti spariranno per primi:

  • Cotton-Fioc (che in Italia sono vietati dal primo gennaio del 2019)
  • Posate e piatti (anche se di carta ma rivestiti di film plastico)
  • Cannucce e mescolatori per bevande
  • Aste per i palloncini
  • Contenitori per il cibo e per le bevande
  • Sacchetti e imballaggi

Oggetti sostitutivi di questi appena citati saranno permessi solo se costituiti da materiale biodegradabile e compostabile al 100%.

Il settore alimentare sarà quindi quello più colpito e dovrà rivedere completamente il packaging per gli alimenti che sarà permesso solo composto di carta o plastica biodegradabile al 100%.

Cosa invece sarà permesso:

  • Dovrà esserci un’etichettatura obbligatoria – Tutte le merci che ancora non possono venire modificate e sostituite (assorbenti igienici, filtri per sigarette, salviette umidificate) necessiteranno di una apposita e obbligatoria etichettatura.
  • I bicchieri in plastica potranno momentaneamente essere commercializzati, rientrando comunque tra i prodotti il cui uso dovrà essere ridotto al minimo.
  • Gli unici polimeri permessi saranno quelli naturali, ossia quelli organici e non modificati chimicamente tra cui spiccano fibre di mais, Bambù, cellulosa, caucciù e cocco che necessiteranno di pochi mesi per decomporsi e dissolversi totalmente senza generare accumulo, anzi, potranno essere tranquillamente riassorbiti dal terreno senza nuocere a flora e fauna.

Con la bio-plastica si avrà una riduzione delle emissioni di fumi tossici perché il loro smaltimento non necessita di inceneritori e verrà prodotto fertilizzante naturale in grande quantità sostituendo quello chimico che impoverisce il terreno.

Anche l’igiene dei contenitori alimentari verrà migliorata perché il cibo e soprattutto le bevande contenute all’interno con il tempo corrodono (anche se in minima parte) le confezioni assorbendone le sostanze chimiche e nocive di cui è composto l’involucro.

Ci troviamo davanti ad un’altra dimostrazione di quanto il Bambù sia realmente un fiero e valido alleato nella lotta all’inquinamento e un prodotto perfettamente in linea con le attuali tendenze di mercato e nel tempo sempre più aziende inizieranno a sfruttarne il grande potenziale.


Coltivare Bambù

Coltivare Bambù in Italia

Intervista a Fabrizio Pecci, presidente del Consorzio Bambù Italia

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D. - Come e quando nasce l’idea di investire su questo materiale come opportunità agricola, economica?

R. - Il Consorzio Bambù Italia nasce nel 2014, per tutelare gli interessi di tutti gli appartenenti alla filiera del bambù, dal produttore al consumatore finale:

è la prima realtà a introdurre la coltivazione del Bambù Gigante a scopo Commerciale, Industriale e di Bonifica Ambientale, in Europa e negli Stati Uniti.

“Per lavoro viaggiai per anni in Oriente e mi resi subito conto dell’enorme potenzialità dal Bambù: la pianta dai 1000 usi. Così decisi di approfondire la mia conoscenza: incontrai i più grandi esperti mondiali (tra cui il prof. Tan dell’Università Cinese di Kunming che si occupa di Propagazione e Management delle piantagioni di Bambù, divenendo il mio consulente privato), studiai questa coltivazione, al fine di poterla esportare nel clima e nei terreni europei e nord americani.

Arrivò il 2014 e decisi di partire: creai Il CONSORZIO BAMBU’ ITALIA e il PROGETTO ONLYMOSO (ad oggi la più grande realtà nel panorama europeo per la tutela degli interessi di tutti gli appartenenti alla filiera del bambù che conta oggi oltre 1000 agricoltori contrattualizzati con circa 2000 ha di impianti in tutt’Italia e coltivazioni già avviate in Francia, Portogallo, Albania. Oltre una sede operativa anche in USA). العاب روليت

Sempre nello stesso anno creai il Primo Vivaio Italiano per la produzione di piante destinate a coltivazioni professionali di bambù che si trova a Faenza: 20 ettari dove studiamo costantemente le pratiche agricole più idonee per la corretta gestione dei Bambuseti.

Sin dagli inizi ho voluto creare un gruppo, divenuto oggi una solida azienda, che diventasse la più grande realtà agroindustriale del Paese, capace di creare nuovi posti di lavoro attraverso mercati innovati che garantiscano la crescita economica delle famiglie e una nuova educazione fatta di rispetto per i nostri figli ed il loro futuro”.

D. - Il bambù è un materiale versatile, quali sono i suoi punti di forza?

R. - Il bambù è definito come la pianta dai 1000 usi, questo perché sono numerosi i settori in cui può essere impiegato. I numerosi studi che abbiamo condotto e la collaborazione con importanti aziende hanno permesso la creazione di nuovi progetti che ci vedono impegnati per incrementare le filiere che possono utilizzare il nostro prodotto nei seguenti settori:

Settore Food

- Sviluppo della Filiera del Food grazie alla registrazione e promozione del marchio BAMBITA: la nostra linea di prodotti a base di germogli di bambù (1 dei 5 alimenti più salutari al mondo).

Queste proprietà benefiche, assieme alla creazione di prodotti ricettati secondo la tradizione italiana, come il Pesto e la nuova linea di panificati, sta spingendo lo sviluppo di questo settore.

Oggi siamo presenti in numerosi Punti Vendita della Grande Distribuzione Italiana, tra cui: Conad, Coop, Iper, Crai.

Anche l’estero ci vede in espansione in Germania, Belgio, Olanda e Francia.

Inoltre siamo annualmente impegnati nella raccolta del Germoglio fresco proveniente dai nostri agricoltori e l’avvio della distribuzione del fresco si sta rivelando molto interessante per il futuro.

Settore Agroindustriale

- lo Sviluppo della Filiera Agroenergetica: utilizzo del cippato di bambù nelle centrali a biomasse per la produzione di energia elettrica (PROGETTO POWERCROP già avviato).

- Sviluppo della filiera della mangimistica: utilizzo del trinciato e/o pellettato di bambù inserito all’interno della razione giornaliera per gli animali (vacche, suini, cavalli), un mercato che ha un’enorme potenzialità.

- Sviluppo del progetto cellulosa: utilizzo del cippato di bambù per produrre pasta di cellulosa e poi carta.

- Sviluppo del settore strutturale e impiego del legno pregiato: sono già iniziati i ritiri delle canne ornamentali, che hanno un valore economico notevole.

D. - Quali sono i vantaggi per il nostro ecosistema con la coltivazione del bambù? شكل كليوباترا الحقيقي

R. - Ad oggi sicuramente è la capacità di assorbire CO2.

Attraverso una convenzione con il DIBAF (Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi Biologi Agroalimentari e Forestali) dell’Università degli studi della Tuscia abbiamo stabilito quanta Anidride Carbonica (CO2) assorbe un ettaro di bambù gigante OnlyMoso durante il suo ciclo di vita. Questa nuova ricerca e gli scenari internazionali sui Carbon Credit che si stanno sviluppando rappresenterà un nuovo settore ambientale, anche molto remunerativo, per i nostri agricoltori.

Il Progetto a cui stiamo lavorando ha per finalità la certificazione di tutta la filiera di Bambù del Consorzio, al fine di calcolare in tonnellate la quantità di CO2 annualmente sequestrata da tutti i Bambuseti dei propri associati e offrirla come certificati di compensazione garantiti dal Consorzio e da un ente certificatore.

I certificati saranno proposti alle aziende, ai cittadini e gli enti pubblici per compensare emissioni di CO2.

In aggiunta, le coltivazioni di Bambù hanno anche le seguenti proprietà:

  • Trattenere le polveri sottili grazie al folto apparato fogliare sempreverde.
  • Aumento della produzione e immissione di ossigeno nell’aria.
  • Mitigazione del clima
  • Purificazione di terreni inquinati e rigenerazione dei terreni impoveriti e inariditi da decenni di agricolture
  • Rinverdimento e miglioramento paesaggistico del territorio
  • Protezione di fauna selvatica stanziale e migratoria
  • Costituzione di vere e proprie barriere frangi vento

D. - Il futuro è rivolto verso un maggior rispetto per l’ambiente e per l’uomo, quali sono le applicazioni di questa risorsa, già attuate?

R. - Il settore ambientale è oggi per noi in forte espansione.

Proprio grazie alle applicazioni in questo ambito, abbiamo già avviato numerosi studi e ricerche che ci stanno permettendo un grande sviluppo in attività di tutela dell’uomo e dell’ecosistema. استراتيجية رمي الكرة

  • Definizione del potere assorbente e chelante nei confronti dei metalli pesanti: grazie ad uno studio commissionato al Parco Scientifico Tecnologico TECNOPOLIS abbiamo verificato e dimostrato le proprietà fitorimediatrici del bambù gigante sulla capacità di trattenere e chelare i metalli pesanti presenti nel terreno.
  • Definizione di un modello relativo alla capacità di ridurre il pericolo frane e smottamenti: In collaborazione con lo studio SGAI è stato studiato e dimostrato, attraverso la creazione di un simulatore, la capacità del bambù gigante di agire positivamente nei confronti delle frane grazie all’azione perpetrata dall’apparato radicale che agisce da collante riducendo enormemente il rischio di frane.

Quanto è resistente il Bambù?

SI ABBASSANO LE TEMPERATURE.. MA QUANTO E’ RESISTENTE IL BAMBÙ? برامج مراهنات

Il bambù è una graminacea che tollera bene le basse temperature. Questa proprietà è evidenziata dal fatto che, in corrispondenza dei mesi più freddi, la pianta attraversa sostanzialmente una fase di stasi vegetativa. موقع كونكر

Salvo per piantumazioni troppo tardive (a seconda della varie regioni)o nel caso di gelate tardive primaverili, la pianta non subisce alcun danno dovuto alle basse temperature. بينجو اون لاين

Ovviamente, nel processo di crescita e sviluppo della pianta, i primi due anni sono quelli in cui essa potrebbe essere più vulnerabile, manifestando soprattutto nella parte aerea qualche bruciatura nelle foglie dovuta alle basse temperature. Tutto ciò però non si manifesta in un blocco per la pianta in quanto con la successiva primavera rinnoverà completamente tutto il suo apparato aereo, ritornando a splendere


Il Bambù Gigante non teme i cambiamenti climatici

STANCO DEI DANNI ALL’AGRICOLTURA CAUSATI DAI FENOMENI CLIMATICI?

Secondo una recente analisi riguardante gli eventi alluvionali avvenuti in Europa dal 1500 ad oggi emerge un dato che fa pensare, infatti questo ultimo 30ennio è stato uno dei periodi con inondazioni più frequenti e disastrose che hanno causato danni irreversibili e ingenti perdite economiche.

Ma cosa sta succedendo al nostro Pianeta, il clima è forse impazzito? Molto probabilmente Si, basta infatti guardarsi attorno per capire che è avvenuto un radicale cambiamento. Molti scettici sostengono che periodi di inondazioni e siccità ci sono sempre stati, così come temperature estreme e ondate di caldo, ma secondo la maggior parte degli scienziati questi eventi metereologici estremi sono sempre più frequenti e di maggiore intensità.

Anche il Belpaese è stato spesso vittima di questi eventi catastrofici e l’agricoltura è stata messa in ginocchio in diverse parti d’Italia, ma questo ha portato ad una più attenta ricerca di coltivazioni forti e resistenti. Tra  queste è emersa, grazie alle sue caratteristiche, quella del Bambù!

Il Bambù è infatti una delle poche colture che non teme gli eventi atmosferici, ma vediamo il perché:

  • È una coltura ecologica a basso impatto ambientale,
  • Non richiede costosi ed inquinanti trattamenti per la sua gestione,
  • È un polmone verde, cattura enormi quantità di CO2 in cambio restituisce aria pulita,
  • È una pianta rustica in grado di resistere ai fenomeni atmosferici più insidiosi,
  • Grazie alla sua fitta chioma e al suo apparato radicale riesce a favorire la penetrazione dell’acqua nel terreno evitando così che si amplifichino i fenomeni di dissesto idrogeologico


Il bambù inizia la stasi vegetativa

HAI FATTO BENE I COMPITI?
Ottobre, inizia l’autunno e le piante di bambù gigante stanno entrando nella loro fase di stasi vegetativa della parte aerea.

Se ad oggi noti un’emergenza di nuovi germogli non preoccuparti, vuol dire che le piante godono di ottima salute! Quelli che noti non sono dei veri e propri germogli bensì parti apicali di rizoma che si sono differenziate producendo nuove foglie. اربح المال

Da adesso in avanti se hai “fatto bene i compiti” non dovrai fare altro che aspettare la prossima primavera. كازينو رويال

Ti ricordiamo che sei ancora in tempo per programmare eventuali interventi agronomici quali concimazioni, pulizia delle erbacce e ultime irrigazioni.

Se hai qualche dubbio o necessiti di un chiarimento ricordati di contattare il nostro servizio di assistenza. اللاعب راموس


Giornata Mondiale del Bambù

Il 18 settembre è la Giornata mondiale del bambù!

La Giornata mondiale del bambù o World Bamboo Day nasce nel 2009 per aumentare la consapevolezza del bambù a livello globale e i vari temi che riguardano questa straordinaria pianta come:

  • l’alimentazione;
  • la sostenibilità;
  • il tessile;
  • la produzione di energia pulita tramite la biomassa;
  • la riforestazione;
  • la capacità di assorbire grandi quantità di CO2 trasformandola in ossigeno,
  • l’utilizzo per la riqualifica di terreni degradati;
  • il settore agroindustriale;
  • la produzione di materie rinnovabili (canne e culmi) e molti altri..

Oggi il bambù è cibo, carburante, fibra, legname, alleato contro l’inquinamento, opportunità, habitat, ed è veramente green!

“Il Bambù per il pianeta”

Noi, partecipanti al 10° Congresso Mondiale sul Bambù, invitiamo tutti i capi di governo di tutti i paesi del nostro pianeta a riconoscere il contributo essenziale del bambù nella lotta contro il cambiamento climatico.

Noi testimoniamo che il bambù è una delle migliori soluzioni contro la CO2 , che è in grado di ripristinare e proteggere le terre dall’erosione e dal degrado, che il bambù è in grado di produrre materiale in fibra legnosa di alta qualità da una risorsa rapidamente rinnovabili, e che il bambù può essere definito eco-sostenibile riuscendo a fornire le entrate economiche anche alle popolazioni in stato di bisogno.

Esortiamo i governi a lanciare politiche innovative per stimolare il multi-uso del bambù nei settori: bio-energia, edilizia, medicina, trasporti, agro-forestale, nutrizione, e altre applicazioni innovative.

Esortiamo i governi a sostenere la ricerca, lo scambio di conoscenze migliorando la comunicazione sullo sviluppo del bambù per il bene di tutta l’umanità… 

                                                                                                 Congresso Mondiale sul Bambù – Sud Korea il 21 settembre 2015

 

E così è stato, il 18 settembre si celebra il bambù come un grande «eroe» dei nostri tempi!