La prima piantagione di bambù al CAB Fusignano
La prima piantagione di bambù al CAB Fusignano.
Venerdì 1 Ottobre Abbiamo inaugurato la prima piantagione di bambù del CAB(cooperativa braccianti agricoli) di Fusignano ad Alfonsine.
Che il Bambù rappresenti la nuova grande opportunità per l’agricoltura oggi è un fatto ormai accertato, vista la grande diffusione che ha avuto negli ultimi anni.
Dal 2014, anno di fondazione del Consorzio Bambù Italia e di avvio del Progetto OnlyMoso, oggi sono già oltre 2000 gli ettari piantati in tutt’Italia.
Il Bambù rappresenta una materia prima perfettamente in linea con le esigenze dell’attuale società, sempre più rivolta verso un’alimentazione sana e l’uso di prodotti ecologici, derivati da coltivazioni rinnovabili e questo permette l’ingresso in ampi mercati di destinazione.
Alla Cab di Fusignano la prima piantagione di bambù
La grande novità del bambù riguarda l’utilizzo del cippato per la produzione di biomasse, quindi energia.
Questa nuova forma ha oggi trovato una reale applicazione grazie al contratto di fornitura firmato con la Powercrop, importante industria agro-energetica del ravennate, che per soddisfare le esigenze della propria centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica rinnovabile, necessita di circa 250.000 tonnellate all’anno di cippato
Per scoprite il progetto Powercrop vai su consorziobambuitalia.it/biomassa-di-bambu/
Cab Fusignano è una delle prime realtà di territorio ad aver avviato una piantagione di bambù, per un totale di 5 ettari, con questo scopo, anche loro convinti che questo nuovo utilizzo del bambù possa garantire degli enormi benefici agricoli ed ambientali.
Perché grazie all’accordo con Powercrop, questa coltura può assicurare rendite elevate e sicure agli agricoltori? الدوري السعودي النسائي
- il prezzo di ritiro garantito la raccolta meccanizzata
- la durata centenaria della produzione
- possibilità di ottenere un contributo di piantumazione fino all’80%,
Diradamento primaverile o selezione dei germogli
Diradamento primaverile
In questo periodo, complici le ultime piogge e l’aumento delle temperature, il bambuseto si sta “risvegliando” mostrandoci l’inizio del nuovo germogliamento.
Se nel tuo impianto, nello scorso autunno o ancora meglio negli ultimi due, hai già affrontato il diradamento autunnale delle canne, siamo a consigliarti una nuova ed efficace operazione agronomica volta a massimizzare e migliorare la struttura dell’impianto:
Stiamo parlando del diradamento primaverile anche detto SELEZIONE DEI GERMOGLI;
In un impianto in salute e già diradato in autunno, consigliamo di andare a selezionare (di fatto rompendo!) i germogli piccoli prima che ad essi gli sia data la possibilità di diventare canna.
Così facendo anticiperemo gran parte del lavoro altrimenti da fare in autunno, con il vantaggio di sfruttare questi periodi di massima spinta vegetativa per far confluire le forze nei germogli più grossi e “meritevoli”.
Vi facciamo un esempio pratico:
se nella piantagione ben sviluppata e affrancata ho una media di canne di 3 cm. di diametro, con nuovi germogli che superano anche i 5cm., tutti germogli minori o uguali a 2 cm. di diametro vanno eliminati. Ovviamente, laddove ci sono zone del campo che presentano la SOLA presenza di germogli da 2cm. di diametro, questi non rientrano nella selezione.
Per eventuali chiarimenti di natura tecnica Tel: 0721 1630126 9.00-13.00 / 14.00-16.30
e-mail: assistenza@onlymoso.it
Il Diradamento
Il Diradamento della piantagione di Bambù
La piantagione di bambù gigante Onlymoso® necessita, come qualsiasi altra coltivazione da reddito, di opportune operazioni agronomiche.
È quindi fortemente consigliato un diradamento tecnico mirato all’ottenimento di migliori e maggiori quantità di prodotto.
Lo scopo del diradamento è quello di garantire una migliore gestione e produttività dell’impianto, mantenendo il bambuseto in ottimo stato.
Le piante di bambù gigante Onlymoso® Moso sono caratterizzate da un apparato radicale leptomorfo che si sviluppa in tutte le direzioni grazie a forti rizomi in grado di colonizzare ampie porzioni di terreno. Dai rizomi si formeranno gli abbozzi dei germogli che emergeranno successivamente in primavera. Il germoglio crescendo, diventerà canna che andrà a costituire la parte “aerea” della piantagione.
La crescita delle canne verrà lasciata intatta per i primi 2-3 anni fino a quando, l’impianto avrà uno sviluppo tale che consentirà di procedere con il primo diradamento.
Il primo diradamento sarà effettuato in base allo sviluppo dell’impianto, così si andrà a definire il migliore intervento. Sostanzialmente possiamo racchiudere le tipologie di diradamento in due casistiche:
1. IMPIANTO OMOGENEAMENTE SVILUPPATO CON PRESENZA TOTALE DI CANNE ANCHE NELL’INTERFILA (MURO VERDE);
In questa situazione è possibile intervenire in due modi:
- Taglio selettivo, su tutta la superficie del bambuseto, di tutte le canne secche, piccole e/o troppo vicine. In linea generale eliminare tutte le canne più piccole di 2 cm di diametro, mantenendo una densità di 5-7 canne/m2. Il taglio potrà essere effettuato attraverso l’ausilio di strumenti quali: decespugliatore con disco diamantato, cesoie, troncarami ecc..
- Impostazione dell’impianto a “filare”: realizzando corridoi di passaggio nei quali dovranno essere tagliate indistintamente tutte le canne (grandi, piccole, vecchie o nuove che siano).
2. IMPIANTO OMOGENEAMENTE BEN SVILUPPATO MA CON MAGGIORE PRESENZA E COLONIZZAZIONE DEL FILARE DI PIANTUMAZIONE;
- In questa situazione, a differenza della precedente, si ha già naturalmente una predisposizione dell’impianto a filari quindi sarà necessario solamente un diradamento puntuale sulle file seguendo sempre le medesime indicazioni riportate precedentemente.
Dovranno essere asportate tutte le canne secche, piccole e troppo vicine. In linea generale dovranno essere tagliate tutte le canne inferiori ai 2 cm di diametro tenendo una densità massima di 5-7 canne/m2.
Per eventuali chiarimenti di natura tecnica Tel: 0721 1630113 9.00-13.00 / 14.00-16.30
e-mail: assistenza@onlymoso.it
Stop alla plastica monouso Via alle Bioplastiche
Dal 3 luglio 2021 Stop alla plastica monouso!
Il Bambù spicca tra i materiali naturali e organici che andranno a sostituire i polimeri chimici messi al bando.
Da questo 3 luglio appena passato la plastica monouso è stata bandita per via del suo alto tasso inquinante. Con questa direttiva infatti l’Europa dichiara guerra aperta all’inquinamento dovuto per la maggior parte alla dispersione nell’ambiente di oggetti di plastica usa e getta che sta devastando mari e oceani.
Secondo le ultime stime, i rifiuti riconducibili a plastiche monouso sono un terzo dei rifiuti globali. Siamo infatti da tempo abituati a vedere enormi “isole” di plastica galleggianti negli oceani, senza tralasciare la quantità di plastica che si incontra anche solo facendo un bagno in mare o passeggiando sulla spiaggia. Queste plastiche spezzettandosi creano micro particelle indelebili che riescono a entrare in tutti gli organismi viventi, compreso il nostro.
Al Bando quindi la plastica Monouso!
Con la nuova direttiva europea si vuole ridurre la produzione ed anche il consumo degli oggetti monouso, che vengono utilizzati nel nostro quotidiano. In Europa questi utensili rappresentano circa il 40% della produzione e il 61% di tutti i rifiuti in plastica.
A peggiorare le cose l’emergenza sanitaria in atto con i vari lockdown ha fatto registrare un notevole aumento nei consumi di packaging, infatti Secondo quanto emerso da uno studio condotto Nielsen, nell’anno 2020 le confezioni vendute ammonterebbero a 1,5 miliardi di pezzi e in Italia, degli oltre 2 milioni di tonnellate che vengono prodotte, solo 500 vengono riciclate.
Ma vediamo quali prodotti spariranno per primi:
- Cotton-Fioc (che in Italia sono vietati dal primo gennaio del 2019)
- Posate e piatti (anche se di carta ma rivestiti di film plastico)
- Cannucce e mescolatori per bevande
- Aste per i palloncini
- Contenitori per il cibo e per le bevande
- Sacchetti e imballaggi
Oggetti sostitutivi di questi appena citati saranno permessi solo se costituiti da materiale biodegradabile e compostabile al 100%.
Il settore alimentare sarà quindi quello più colpito e dovrà rivedere completamente il packaging per gli alimenti che sarà permesso solo composto di carta o plastica biodegradabile al 100%.
Cosa invece sarà permesso:
- Dovrà esserci un’etichettatura obbligatoria – Tutte le merci che ancora non possono venire modificate e sostituite (assorbenti igienici, filtri per sigarette, salviette umidificate) necessiteranno di una apposita e obbligatoria etichettatura.
- I bicchieri in plastica potranno momentaneamente essere commercializzati, rientrando comunque tra i prodotti il cui uso dovrà essere ridotto al minimo.
- Gli unici polimeri permessi saranno quelli naturali, ossia quelli organici e non modificati chimicamente tra cui spiccano fibre di mais, Bambù, cellulosa, caucciù e cocco che necessiteranno di pochi mesi per decomporsi e dissolversi totalmente senza generare accumulo, anzi, potranno essere tranquillamente riassorbiti dal terreno senza nuocere a flora e fauna.
Con la bio-plastica si avrà una riduzione delle emissioni di fumi tossici perché il loro smaltimento non necessita di inceneritori e verrà prodotto fertilizzante naturale in grande quantità sostituendo quello chimico che impoverisce il terreno.
Anche l’igiene dei contenitori alimentari verrà migliorata perché il cibo e soprattutto le bevande contenute all’interno con il tempo corrodono (anche se in minima parte) le confezioni assorbendone le sostanze chimiche e nocive di cui è composto l’involucro.
Ci troviamo davanti ad un’altra dimostrazione di quanto il Bambù sia realmente un fiero e valido alleato nella lotta all’inquinamento e un prodotto perfettamente in linea con le attuali tendenze di mercato e nel tempo sempre più aziende inizieranno a sfruttarne il grande potenziale.
Coltivare Bambù
Coltivare Bambù in Italia
Intervista a Fabrizio Pecci, presidente del Consorzio Bambù Italia
D. - Come e quando nasce l’idea di investire su questo materiale come opportunità agricola, economica?
R. - Il Consorzio Bambù Italia nasce nel 2014, per tutelare gli interessi di tutti gli appartenenti alla filiera del bambù, dal produttore al consumatore finale:
è la prima realtà a introdurre la coltivazione del Bambù Gigante a scopo Commerciale, Industriale e di Bonifica Ambientale, in Europa e negli Stati Uniti.
“Per lavoro viaggiai per anni in Oriente e mi resi subito conto dell’enorme potenzialità dal Bambù: la pianta dai 1000 usi. Così decisi di approfondire la mia conoscenza: incontrai i più grandi esperti mondiali (tra cui il prof. Tan dell’Università Cinese di Kunming che si occupa di Propagazione e Management delle piantagioni di Bambù, divenendo il mio consulente privato), studiai questa coltivazione, al fine di poterla esportare nel clima e nei terreni europei e nord americani.
Arrivò il 2014 e decisi di partire: creai Il CONSORZIO BAMBU’ ITALIA e il PROGETTO ONLYMOSO (ad oggi la più grande realtà nel panorama europeo per la tutela degli interessi di tutti gli appartenenti alla filiera del bambù che conta oggi oltre 1000 agricoltori contrattualizzati con circa 2000 ha di impianti in tutt’Italia e coltivazioni già avviate in Francia, Portogallo, Albania. Oltre una sede operativa anche in USA). العاب روليت
Sempre nello stesso anno creai il Primo Vivaio Italiano per la produzione di piante destinate a coltivazioni professionali di bambù che si trova a Faenza: 20 ettari dove studiamo costantemente le pratiche agricole più idonee per la corretta gestione dei Bambuseti.
Sin dagli inizi ho voluto creare un gruppo, divenuto oggi una solida azienda, che diventasse la più grande realtà agroindustriale del Paese, capace di creare nuovi posti di lavoro attraverso mercati innovati che garantiscano la crescita economica delle famiglie e una nuova educazione fatta di rispetto per i nostri figli ed il loro futuro”.
D. - Il bambù è un materiale versatile, quali sono i suoi punti di forza?
R. - Il bambù è definito come la pianta dai 1000 usi, questo perché sono numerosi i settori in cui può essere impiegato. I numerosi studi che abbiamo condotto e la collaborazione con importanti aziende hanno permesso la creazione di nuovi progetti che ci vedono impegnati per incrementare le filiere che possono utilizzare il nostro prodotto nei seguenti settori:
Settore Food
- Sviluppo della Filiera del Food grazie alla registrazione e promozione del marchio BAMBITA: la nostra linea di prodotti a base di germogli di bambù (1 dei 5 alimenti più salutari al mondo).
Queste proprietà benefiche, assieme alla creazione di prodotti ricettati secondo la tradizione italiana, come il Pesto e la nuova linea di panificati, sta spingendo lo sviluppo di questo settore.
Oggi siamo presenti in numerosi Punti Vendita della Grande Distribuzione Italiana, tra cui: Conad, Coop, Iper, Crai.
Anche l’estero ci vede in espansione in Germania, Belgio, Olanda e Francia.
Inoltre siamo annualmente impegnati nella raccolta del Germoglio fresco proveniente dai nostri agricoltori e l’avvio della distribuzione del fresco si sta rivelando molto interessante per il futuro.
Settore Agroindustriale
- lo Sviluppo della Filiera Agroenergetica: utilizzo del cippato di bambù nelle centrali a biomasse per la produzione di energia elettrica (PROGETTO POWERCROP già avviato).
- Sviluppo della filiera della mangimistica: utilizzo del trinciato e/o pellettato di bambù inserito all’interno della razione giornaliera per gli animali (vacche, suini, cavalli), un mercato che ha un’enorme potenzialità.
- Sviluppo del progetto cellulosa: utilizzo del cippato di bambù per produrre pasta di cellulosa e poi carta.
- Sviluppo del settore strutturale e impiego del legno pregiato: sono già iniziati i ritiri delle canne ornamentali, che hanno un valore economico notevole.
D. - Quali sono i vantaggi per il nostro ecosistema con la coltivazione del bambù? شكل كليوباترا الحقيقي
R. - Ad oggi sicuramente è la capacità di assorbire CO2.
Attraverso una convenzione con il DIBAF (Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi Biologi Agroalimentari e Forestali) dell’Università degli studi della Tuscia abbiamo stabilito quanta Anidride Carbonica (CO2) assorbe un ettaro di bambù gigante OnlyMoso durante il suo ciclo di vita. Questa nuova ricerca e gli scenari internazionali sui Carbon Credit che si stanno sviluppando rappresenterà un nuovo settore ambientale, anche molto remunerativo, per i nostri agricoltori.
Il Progetto a cui stiamo lavorando ha per finalità la certificazione di tutta la filiera di Bambù del Consorzio, al fine di calcolare in tonnellate la quantità di CO2 annualmente sequestrata da tutti i Bambuseti dei propri associati e offrirla come certificati di compensazione garantiti dal Consorzio e da un ente certificatore.
I certificati saranno proposti alle aziende, ai cittadini e gli enti pubblici per compensare emissioni di CO2.
In aggiunta, le coltivazioni di Bambù hanno anche le seguenti proprietà:
- Trattenere le polveri sottili grazie al folto apparato fogliare sempreverde.
- Aumento della produzione e immissione di ossigeno nell’aria.
- Mitigazione del clima
- Purificazione di terreni inquinati e rigenerazione dei terreni impoveriti e inariditi da decenni di agricolture
- Rinverdimento e miglioramento paesaggistico del territorio
- Protezione di fauna selvatica stanziale e migratoria
- Costituzione di vere e proprie barriere frangi vento
D. - Il futuro è rivolto verso un maggior rispetto per l’ambiente e per l’uomo, quali sono le applicazioni di questa risorsa, già attuate?
R. - Il settore ambientale è oggi per noi in forte espansione.
Proprio grazie alle applicazioni in questo ambito, abbiamo già avviato numerosi studi e ricerche che ci stanno permettendo un grande sviluppo in attività di tutela dell’uomo e dell’ecosistema. استراتيجية رمي الكرة
- Definizione del potere assorbente e chelante nei confronti dei metalli pesanti: grazie ad uno studio commissionato al Parco Scientifico Tecnologico TECNOPOLIS abbiamo verificato e dimostrato le proprietà fitorimediatrici del bambù gigante sulla capacità di trattenere e chelare i metalli pesanti presenti nel terreno.
- Definizione di un modello relativo alla capacità di ridurre il pericolo frane e smottamenti: In collaborazione con lo studio SGAI è stato studiato e dimostrato, attraverso la creazione di un simulatore, la capacità del bambù gigante di agire positivamente nei confronti delle frane grazie all’azione perpetrata dall’apparato radicale che agisce da collante riducendo enormemente il rischio di frane.
Ritiro del Germoglio
Conferimento del germoglio di Bambù
Conferimento del germoglio di Bambù
Il germoglio di bambù va raccolto in un determinato momento della sua crescita, quando è già abbastanza sviluppato, ma prima che inizi a lignificare nella parte basale.
Le modalità di raccolta sono diverse e possono essere effettuate con coltello o con zappetta (i clienti OnlyMoso potranno trovare i video esplicativi della raccolta cliccando nella sezione “Conferimento germoglio” in fondo alla newsletter dell’assistenza).
Per raccoglierlo sarà necessario scavare intorno al germoglio ed effettuare delle pressioni proprio dove il germoglio si attacca al rizoma. Trovato quel punto occorre dare un colpo netto (perché il germoglio di bambù è duro da recidere!) ed al contempo effettuare una piccola rotazione del germoglio stesso per facilitarne il distacco.
Ma quali caratteristiche deve avere un germoglio di bambù per essere adatto al ritiro?
- altezza MIN 15 cm
- diametro MINIMO uguale o superiore ai 5 cm
- Raccolto con un taglio netto
- Non deve essere presente terra e/o materiale estraneo (paglie, ecc,.)
- Il taglio deve essere più possibile orizzontale
- Il taglio deve lasciare una parte di “zoccolo” basale bianco (es. asparago)
Termine per l’adesione: 28.02.2023
Per chiarimenti di natura tecnica Tel: 0721 1630100 (orario 9.00-13.30 / 14.00-16.00)
Per informazioni amministrative Tel: 0721 1630145 (orario 9.00-12.00 / 15:00-17:00)
e-mail: germogli@cbispa.it
Concimazione Pre-Germogliamento
CONCIMAZIONE PRE-GERMOGLIAMENTO
Siamo in inverno inoltrato, il bambù si appresta ad affrontare l’imminente ripresa vegetativa.
In questo periodo specifico le piante sono ancora “ferme” non si sviluppa la parte aerea, non vengono emesse nuove foglie, non emergono nuovi germogli.
Da un sommario sguardo appaiono meno “splendenti” rispetto a quello che sarà il loro aspetto in primavera.
Notare disseccamenti fogliari e un aspetto generale poco vigoroso è del tutto fisiologico e non deve destare preoccupazione.
In questo periodo è consigliato eseguire una concimazione definita di “pre-germogliamento”. I prodotti più indicati da utilizzare sono Prodotti a base azotata tipo solfato ammonico, o in generale NPK che abbiano un rapporto 2:1:1 degli elementi (esempio NPK 20:10:10).
L’utilizzo di urea è da sconsigliare, per usarlo invece a germogliamento iniziato e con temperature più alte. Per le piantagioni che si trovano dal terzo anno in poi è altresì consigliato un altro intervento aggiuntivo da eseguire a germogliamento iniziato.
Per eventuali chiarimenti di natura tecnica Tel: 0721 1630113 9.00-13.00 / 14.00-16.30
e-mail: assistenza@onlymoso.it
Raccolta Germogli
“CAMPAGNA di RACCOLTA GERMOGLI 2022”.
Documenti essenziali** e procedura da seguire:
- 1. QUOTAZIONE GERMOGLI 2022;
- 2. CARATTERISTICHE PRODOTTO;
- 3. ISTRUZIONI RACCOLTA GERMOGLI;
- 4. FAC SIMILE DDT GERMOGLI*;
- 5. FAC SIMILE FATTURA*;
- 6. FAC SIMILE NOTA DI CONSEGNA;
- 7. INVIO DATI CBI PER FATTURAZIONE ELETTRONICA;
- 8. AUTODICHIARAZIONE HACCP;
- 9. DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA ATTO DI NOTORIETA’.
*I documenti 4 e 5 possono essere utilizzati come traccia per compilazione, oppure se non si dispone di un proprio formato aziendale, utilizzati previa compilazione.
** Tutti i documenti sono già stati inviati dall’ufficio tecnico – se così non fosse contattare germogli@cbispa.it per richiederli.
Qualora il privato o l’azienda NON fosse munita di PARTITA IVA AGRICOLA e CONTRATTO DI CONFERIMENTO VERSO CBI in regola, NON sarà possibile conferire alcun prodotto (regola valevole anche per le canne). Prima di conferire il materiale dovrà verificare il proprio regime fiscale e comunicarlo tempestivamente all’azienda, inviando una email all’indirizzo preposto: germogli@cbispa.it
Qualora fosse esonerato da emettere fattura, dovrà compilare la “Dichiarazione sostituiva atto di notorietà” ed inviarla a germogli@cbispa.it, inoltre al momento dell’invio del materiale non dovrà compilare il DDT ma la NOTA DI CONSEGNA.
L’adesione al conferimento, corredata da tutti i documenti richiesti e compilati(già inviati dal nostro ufficio tecnico), dovrà essere inviata all’indirizzo germogli@cbispa.it
ENTRO E NON OLTRE il 28/02/2022.
Qualsiasi adesione ci pervenga mancante di una o più parti e/o successiva alla data sopra riportata, NON VERRA’ PRESA IN CONSIDERAZIONE.
Le ricordiamo inoltre che il materiale necessario all’imballaggio e alla spedizione dei germogli sarà fornito dall’azienda.
Per eventuali domande di natura amministrativa: 0721 1630145 9.00-12.00/ 14.00-17.00
Per eventuali chiarimenti di natura tecnica o per richiedere la documentazione per il conferimento Tel: 0721 1630113 9.00-13.00 / 14.00-16.30
e-mail: germogli@cbispa.it
Il Bambù e l'irrigazione
L’irrigazione
L’irrigazione a goccia è il metodo più adatto per riuscire a garantire al bambù una salute eccellente. Questa micro-irrigazione viene effettuata con apposite ale gocciolanti che permettono di bagnare solo la zona della radice: il rizoma ottiene così il giusto rapporto di acqua e ossigeno in modo costante, senza che il terreno circostante diventi troppo compatto e ne pregiudichi quindi lo sviluppo per questo bisognerà “bagnare quanto basta” per non fare seccare il terreno. Grazie all’irrigazione a goccia si evita inoltre che l’acqua vada a bagnare la chioma o il fusto: queste parti della pianta devono restare quanto più asciutte possibile in modo da evitare malattie che potrebbero ledere la coltivazione.
Un po’ di cura in più, invece, va dedicata nelle stagioni estive.
Casi “eccezionali”, invece, vanno valutati al bisogno: nei primi 2 – 3 anni e in caso di stagioni molto aride potrebbe essere necessario un ulteriore apporto idrico. Superata questo arco temporale il bambuseto può resistere anche a siccità estreme.
Irrigazione Mirata e Siccità
IRRIGAZIONE MIRATA
L’importanza dell'irrigazione mirata: come preservare il bambù gigante in condizioni di stress idrico.
La siccità è un problema sempre più comune in molte regioni del mondo e le piante sono spesso le prime a risentirne.
Ma cosa succede quando il Bambù Gigante, noto per la sua resistenza e la sua rapida crescita, si trova ad affrontare un periodo di siccità ?
In questo articolo esploreremo l’importanza dell’irrigazione mirata per il Bambù Gigante durante le condizioni di siccità e forniremo utili consigli su come mantenere queste maestose piante in salute .
il Bambù Gigante è una pianta straordinariamente resistente che può sopportare una vasta gamma di condizioni ambientali, compresa quella della siccità.
Soprattutto con queste condizioni è fondamentale fornire al Bambù Gigante l’acqua necessaria per soddisfare le sue esigenze idriche mediante un irrigazione oculata e mirata per massimizzare l’efficienza dell’uso dell’acqua.
Alcune strategie efficaci includono:
- Irrigazione a goccia : tra i vari sistemi d’irrigazione (a pioggia, a scorrimento) questo metodo risulta il più efficace ed efficiente perché fornisce acqua direttamente ai rizomi della pianta, minimizzando la perdita d’acqua per evaporazione. Può consentire, inoltre, di effettuare periodiche e mirate fertirrigazioni.
- Pacciamatura: operazione agricola da associare a piantagioni appena messe a dimora; questa tecnica consiste nell’applicazione di uno strato di materiale organico (paglia, foglie, etc...) attorno alla base delle piante. La pacciamatura consente di trattenere l’umidità del suolo e ridurre l’evaporazione dell’acqua. Questo accorgimento può risultare particolarmente utile durante i periodi di siccità.
- Monitoraggio umidità del suolo: è importante poter monitorare l’umidità del suolo attorno al Bambù Gigante. L’utilizzo di sensori d’umidità può aiutare a determinare quando e quanto irrigare, garantendo quindi che le piante ricevano la giusta quantità d’acqua senza sprechi.
-
Cura del Bambù Gigante: nel periodo estivo, si predispone a potenziare l’apparato rizomatoso. C’è una stretta correlazione tra irrigazione e concimazione. Ossia, nel mondo agricolo, è ricorrente la seguente frase : << se la pianta beve, mangia anche >>. In questa frase è racchiusa la stretta correlazione tra disponibilità d’acqua e predisposizione della pianta ad assorbire i vari elementi nutritivi fondamentali per la sua rapida crescita .
In conclusione possiamo affermare che in caso di siccità, l'irrigazione mirata diventa essenziale per garantire la sopravvivenza e la salute del bambù gigante. Utilizzando strategie di irrigazione oculate e adottando misure di conservazione dell'acqua, possiamo fornire alle piante la giusta quantità di acqua per soddisfare le loro esigenze.